Saturday, December 9, 2023

Esercizio di Scrittura (004)

Se ci fosse un solo segno di pace. Camminerei. Avrei una direzione.

Se un respiro che io conosco fosse l'ultimo del mio giorno, varrebbe la pena contare all'indietro. E svegliarsi. E pensare a dormire. E dormire senza sognare. Il sonno pesante e nullificante di un bambino, che ancora non sa di essere vivo.

La coscienza della vita è inizio e fine di un qualcosa che in realtà sarebbe meglio ignorare. E' l'immaginare vite diverse in tempi diversi e luoghi inverosimili.  Inesistenti. Una scontentezza stanca, dalle mani sudate, dai petti gonfi di respiri trattenuti e di acque calme. 

Se c'è una sola pace possibile, quella si trova nella pioggia, che lava le vesti come i pensieri, che rende l'olfatto tanto acuto da cancellare il pensiero.  La pioggia è il rumore del tempo che passa, finalmente visualizzato, mentre gli odori del mondo suggeriscono un orientamento perduto. 

E se fossimo ancora in grado di leggere tutti i segnali, sapremmo forse dove stiamo andando?

Tuesday, May 31, 2022

Esercizio di Scrittura (003)

Il sonno, quello che bussa insistente nelle tempie. Che fa perdere attimi come se non fossero esistiti: ascoltando qualcuno parlare, leggendo tre volte la stessa frase, chidendo gli occhi alla luce del sole.

Il sonno Cattivo. Quello che si ingigantisce nelle grotte dei traumi infantili e si nasconde e diventa malumore e rabbia. Il sonno che uno non ne può più e si spegne e venga la morte e se lo prenda pure mentre guida la macchina sull'autostrada.

Esercizio di Scrittura (002)

I cani sfrecciavano avanti e indietro senza una preoccupazione al mondo, guidati solo dalla curiosità, dall'eccitazione e dagli odori di urina di altri, passati sul sentiero prima di loro. Uno si fermò per scavare una buca. Era uno di quelli grossi. Erano cinque in tutto: tre grossi. Sembrava quasi che avesse sentito la presenza di un'animale sottoterra, non troppo in profondità. Una talpa, forse. Scavava e girava, facendo perno sulle zampe davanti. Girava su se stesso come se volesse circondare il perimetro della buca tutto da solo, per fermare la fuga della talpa.

Esercizio di Scrittura (001)

La testa già altrove, Enea si versò sulla lingua le due gocce di caffé freddo rimaste nella tazzina. Con quell'impercettibile disappunto che nasce da una disattenzione diventata abitudine, si alzò dalla sedia guardandosi intorno. Due passi di allontanamento furono seguiti dalla solita semivirata in senso orario, a controllare di non aver lasciato ancora una volta la giacca sulla sedia, il block notes sul tavolo o persino tutta la borsa a tracolla per terra. Ne sentiva il peso sulla spalla desta, ma non voleva dire niente. 

Una vita vissuta dentro la sua testa, ai ritmi frenetici dei suoi pensieri, avevano fatto diventare il non scordarsi nulla nel congedarsi dal bar una piccola vittoria da celebrare. Eppure. Eppure se solo avesse scoperto, saputo, saputo immaginare come uscire dalla corrente turbolenta della sua coscienza, forse avrebbe potuto godersi quantomeno un caffé. Il presente, l'attimo quello di Orazio, non erano tra le sue opzioni...

Esercizio di Scrittura (004)