Se ci fosse un solo segno di pace. Camminerei. Avrei una direzione.
Se un respiro che io conosco fosse l'ultimo del mio giorno, varrebbe la pena contare all'indietro. E svegliarsi. E pensare a dormire. E dormire senza sognare. Il sonno pesante e nullificante di un bambino, che ancora non sa di essere vivo.
La coscienza della vita è inizio e fine di un qualcosa che in realtà sarebbe meglio ignorare. E' l'immaginare vite diverse in tempi diversi e luoghi inverosimili. Inesistenti. Una scontentezza stanca, dalle mani sudate, dai petti gonfi di respiri trattenuti e di acque calme.
Se c'è una sola pace possibile, quella si trova nella pioggia, che lava le vesti come i pensieri, che rende l'olfatto tanto acuto da cancellare il pensiero. La pioggia è il rumore del tempo che passa, finalmente visualizzato, mentre gli odori del mondo suggeriscono un orientamento perduto.
E se fossimo ancora in grado di leggere tutti i segnali, sapremmo forse dove stiamo andando?
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